


Le sue opere hanno contagiato le sale del Whithey Museum di New York e regalato un sorriso al Muro di Berlino. E ora arrivano qui da noi, per trasformare due spazi urbani di Roma e Milano in veri e propri musei a cielo aperto. Il progetto di arte pubblica Absolut Wallpaper porta finalmente in Italia, con due irripetibili performance live, il lavoro visionario di Ron English. Per presentarsi al pubblico romano, il geniale interprete del surrealismo pop ha scelto di realizzare in diretta una personalissima radiografia al più epico dei dipinti di Pablo Picasso: la sua folle “X-Ray Guernica” sul muro dell'ex Mattatoio è, allo stesso tempo, un omaggio a uno dei grandi capolavori del cubismo e un inedito messaggio di pace per il nuovo millennio. A Milano, invece, con l'installazione alle Colonne di San Lorenzo, Ron English regala una personale reinterpretazione in tempo reale del lavoro di Andy Warhol: un Elvis Presley “stereo” che con i suoi tre occhi guarda una città che si trasforma improvvisamente in un caleidoscopio di colori.

Ha trasformato Barack Obama in Abramo Lincoln, ha scritto dischi con il cantautore culto Daniel Johnston, ha mascherato i suoi due figli da Batman e Robin. Nel suo mondo Snoopy può atterrare nella "Guernica" di Picasso, i personaggi di Walt Disney siedono al "Cenacolo" di Leonardo e il rock'n'roll dei Kiss irrompe nella "Colazione sull'erba" di Manet.
No, Ron English non è un buontempone con la passione per gli schrzi d'autore, ma uno dei più geniali interpreti di quel pezzo dell'arte contemporanea nata e cresciuta lontano dai circuiti tradizionali delle gallerie. C'è chi lo definisce street artist, perché il suo immaginario folle si è formato proprio sulle strade. Qualcuno lo chiama pop surrealista, perché ha una vera e propria passione, tutta warholiana, per le Marilyn, gli Elvis e qualunque icona della contemporaneità. Altri ancora lo cosiderano uno dei padri del Culture Jamming, il movimento di sabotaggio creativo delle pubblicità, perché per anni la sua colorata furia iconoclasta si è scagliata contro la cartellonistica che reclamizzava sigarette, computer e panini da fastfood. Sta di fatto che, con ogni probabilità, tutte queste definizioni stanno strette al 51enne americano Ron English. Artista unico del suo genere, è stato capace di portare le sue opere ironiche e taglienti ovunque: dai marciapiedi delle metropoli Usa, ai musei di mezzo mondo, passando per il muro che separa Cisgiordania e Israele (in un'indimenticabile "incursione" del 2007 con i colleghi, e star della guerrilla art, Banksy e Swoon). Ora, grazie ad Absolut Wallpapaer, Ron English arriva finalmente anche in Italia.

Per il suo Absolut Wallpaper lo Street Artist Ozmo ha pensato ad una composizione di elementi derivanti dal contributo degli utenti web attraverso il contest YouWall 2.0. La condivisione e il remixaggio di fonti, l'appropriazione indebita e l'intervento site specific fanno parte da sempre della sua pratica artistica. Attraverso questi strumenti si diverte ad agire sul linguaggio dei simboli e delle immagini al fine di suscitare nella mente dell’osservatore la fatidica domanda: “cosa sto effettivamente guardando?”.
Ricontestualizzando il “mondo” di proposte, intrecciate, mescolate o contrapposte tra di loro, ha plasmato e concepito il suo personale In An Absolut World e scomodato i miti greci di Atlante e Sisifo per sostenerlo!

La storia artistica di Gionata Gesi, classe ‘75 da Pontedera, è tutta racchiusa nel percorso che lo ha portato a identificarsi pienamente con il suo streetname: Ozmo.
Mentre Ozmo parte dai fumetti e arriva velocemente ai treni e ai muri di tutta Italia, Gionata si fa tutte le tappe di una formazione scolastica "ufficiale", prima all’Accademia di Belle Arti di Firenze, poi con un master in Arti Visive a Como.
I due "spiriti" si incontrano nel 2001 quando Gionata si stabilisce a Milano e diventa uno dei pionieri della street-art Italiana. Mentre nelle gallerie comincia a farsi notare l'iconoclastia provocatoria delle sue opere, i muri della città (su tutti quello del centro sociale Leonkavallo) si riempiono dei suoi lavori, in cui la tradizionale bomboletta spray incontra nuovi mezzi come lo sticker o il poster. D'altronde: «Mi è sempre piaciuto strizzare l’occhio sia alla cultura "alta" sia a quella underground», ammette oggi l'artista. Ozmo lavora come un produttore di hip-hop: osserva la realtà della città contemporanea e le sue contraddizioni, poi ne "ruba" piccoli elementi significativi - proprio come si fa nel sampling musicale - e si mette ad associarli fra loro come lettere di un immaginario alfabeto urbano.

Deborah Ann Dyer, per il mondo semplicemente Skin, è nata nel 1967 a Brixton, multietnico quartiere caraibico di Londra. Cresciuta tra il reggae e l’hip hop che uscivano dalle case dei suoi vicini, Skin mostra sin da ragazzina quella natura ribelle che caratterizzerà il suo intero percorso artistico, scegliendo come sua musica del cuore il rock più duro. Nascono proprio intorno alla sua controversa personalità gli Skunk Anansie, band simbolo della stagione d’oro dell’alternative rock inglese. Nel 1995, a un solo anno dalla nascita del gruppo, gli Skunk Anansie sono già un fenomeno musicale e di stile. Dopo 3 album (Paranoid & Sunburnt, Stoosh e Post Orgasmic Chill) e 4 milioni di copie vendute, Skin scioglie la sua storica band. Ma la donna-icona del brit-rock, con la sua caratteristica testa rasata e i suoi testi provocatori, non sparisce. Anzi… Ai 2 album solisti del 2003 e 2006, si affiancano innumerevoli e multiformi nuove iniziative. Con l’Italia Skin manterrà sempre un rapporto speciale, nutrito dai fan e da riconoscimenti e confermato oggi dal Wallpaper disegnato per il progetto Absolut Wall. Il 15 settembre 2009 Skin ha celebrato la reunion dei suoi Skunk Anansie facendo arrivare sugli scaffali dei negozi l’album-raccolta Smashes and Trashes.
Dopo gli studi in architettura a Milano, Giovanni Pagani ha capito che la
sua strada era il design. Così, nel 1995, apre lo studio di progettazione Giò Pagani Arch. Group e lo fa in un paesino della provincia di Reggio
Emilia: Ponte Enza di Gattatico. Da lì, Giò parte alla conquista del mondo.
Anzi, parlando del lavoro di questo poliedrico creativo made in Italy, è
forse più giusto dire “conquista dei mondi”. Sì, perché il lavoro di Pagani
si sviluppa con trasversale scioltezza nei settori più disparati: case
private, uffici, hotel e ristoranti, ma anche i settori dell’abbigliamento e del fitness (solo per fare alcuni esempi). Come tutti i veri grandi del
design, Pagani non riesce proprio a imporsi confini. Capita così, scorrendo
la lista di quelli per cui ha lavorato negli anni, di leggere nomi come
Mutina, Viabizzuno, Cappellini, Armani.
La collaborazione con Wall&Decò,
azienda italiana specializzata in una vera e propria intepretazione
sartoriale dei rivestimenti per pareti, è un’altra delle attività di Giò.
Quella che ci ha spinto a invitarlo nell’Absolut world. Si tratta di un
progetto nato nel 2004 che rivoluziona il concetto di carte da parati,
trasformando una vecchia decorazione domestica in un’espressione di
creatività esplosiva.
