BACK
ABSOLUT WALLPAPER
       Abbiamo chiamato un gruppo di visionari (l'ultimo in ordine di tempo è Ron English) e gli abbiamo chiesto in prestito occhi, colori e idee. Gente che in un muro o in una saracinesca riesce a vedere la tela per un quadro. E abbiamo chiesto loro di creare Absolut Wallpaper, una vera e propria “carta da parati urbana”. La soluzione comoda e pronta all’uso che hai sempre sperato di avere a portata di mano ogni volta che la città ti sbatte davanti agli occhi le parti peggiori di sé.
IL MODULO

Le sue opere hanno contagiato le sale del Whithey Museum di New York e regalato un sorriso al Muro di Berlino. E ora arrivano qui da noi, per trasformare due spazi urbani di Roma e Milano in veri e propri musei a cielo aperto. Il progetto di arte pubblica Absolut Wallpaper porta finalmente in Italia, con due irripetibili performance live, il lavoro visionario di Ron English. Per presentarsi al pubblico romano, il geniale interprete del surrealismo pop ha scelto di realizzare in diretta una personalissima radiografia al più epico dei dipinti di Pablo Picasso: la sua folle “X-Ray Guernica” sul muro dell'ex Mattatoio è, allo stesso tempo, un omaggio a uno dei grandi capolavori del cubismo e un inedito messaggio di pace per il nuovo millennio. A Milano, invece, con l'installazione alle Colonne di San Lorenzo, Ron English regala una personale reinterpretazione in tempo reale del lavoro di Andy Warhol: un Elvis Presley “stereo” che con i suoi tre occhi guarda una città che si trasforma improvvisamente in un caleidoscopio di colori.

WALLPAPER BY: ALESSANDRO GUERRIERO

Ha trasformato Barack Obama in Abramo Lincoln, ha scritto dischi con il cantautore culto Daniel Johnston, ha mascherato i suoi due figli da Batman e Robin. Nel suo mondo Snoopy può atterrare nella "Guernica" di Picasso, i personaggi di Walt Disney siedono al "Cenacolo" di Leonardo e il rock'n'roll dei Kiss irrompe nella "Colazione sull'erba" di Manet.
No, Ron English non è un buontempone con la passione per gli schrzi d'autore, ma uno dei più geniali interpreti di quel pezzo dell'arte contemporanea nata e cresciuta lontano dai circuiti tradizionali delle gallerie. C'è chi lo definisce street artist, perché il suo immaginario folle si è formato proprio sulle strade. Qualcuno lo chiama pop surrealista, perché ha una vera e propria passione, tutta warholiana, per le Marilyn, gli Elvis e qualunque icona della contemporaneità. Altri ancora lo cosiderano uno dei padri del Culture Jamming, il movimento di sabotaggio creativo delle pubblicità, perché per anni la sua colorata furia iconoclasta si è scagliata contro la cartellonistica che reclamizzava sigarette, computer e panini da fastfood. Sta di fatto che, con ogni probabilità, tutte queste definizioni stanno strette al 51enne americano Ron English. Artista unico del suo genere, è stato capace di portare le sue opere ironiche e taglienti ovunque: dai marciapiedi delle metropoli Usa, ai musei di mezzo mondo, passando per il muro che separa Cisgiordania e Israele (in un'indimenticabile "incursione" del 2007 con i colleghi, e star della guerrilla art, Banksy e Swoon). Ora, grazie ad Absolut Wallpapaer, Ron English arriva finalmente anche in Italia.

ALESSANDRO GUERRIERO
RON ENGLISH
IL MODULO

Per il suo Absolut Wallpaper  lo Street Artist Ozmo ha pensato ad una composizione di elementi derivanti dal contributo degli utenti web attraverso il contest YouWall 2.0. La condivisione e il remixaggio di fonti, l'appropriazione indebita e l'intervento site specific fanno parte da sempre della sua pratica artistica. Attraverso questi strumenti si diverte ad agire sul linguaggio dei simboli e delle immagini al fine di suscitare nella mente dell’osservatore la fatidica domanda: “cosa sto effettivamente guardando?”.
Ricontestualizzando il “mondo” di proposte, intrecciate, mescolate o contrapposte tra di loro, ha plasmato e concepito il suo personale In An Absolut World e scomodato i miti greci di Atlante e Sisifo per sostenerlo!

WALLPAPER BY: ALESSANDRO GUERRIERO

La storia artistica di Gionata Gesi, classe ‘75 da Pontedera, è tutta racchiusa nel percorso che lo ha portato a identificarsi pienamente con il suo streetname: Ozmo.
Mentre Ozmo parte dai fumetti e arriva velocemente ai treni e ai muri di tutta Italia, Gionata si fa tutte le tappe di una formazione scolastica "ufficiale", prima all’Accademia di Belle Arti di Firenze, poi con un master in Arti Visive a Como.
I due "spiriti" si incontrano nel 2001 quando Gionata si stabilisce a Milano e diventa uno dei pionieri della street-art Italiana. Mentre nelle gallerie comincia a farsi notare l'iconoclastia provocatoria delle sue opere, i muri della città (su tutti quello del centro sociale Leonkavallo) si riempiono dei suoi lavori, in cui la tradizionale bomboletta spray incontra nuovi mezzi come lo sticker o il poster. D'altronde: «Mi è sempre piaciuto strizzare l’occhio sia alla cultura "alta" sia a quella underground», ammette oggi l'artista. Ozmo lavora come un produttore di hip-hop: osserva la realtà della città contemporanea e le sue contraddizioni, poi ne "ruba" piccoli elementi significativi - proprio come si fa nel sampling musicale - e si mette ad associarli fra loro come lettere di un immaginario alfabeto urbano.

ALESSANDRO GUERRIERO
OZMO
IL MODULO
WALLPAPER BY: ALESSANDRO GUERRIERO
Per il suo Absolut Wall Skin ha voluto trasformare in carta da parati urbana ciò che più la caratterizza: le contraddizioni della sua anima rock. «E voglio stare attenta a non cadere nei clichè che troppo spesso si associano al mio mondo…», ha chiarito subito. Ecco quindi l’idea della voce degli Skunk Anansie per la prima “rockpaper” protagonista di In an Absolut World: una sinuosa leonessa di luce che ruggisce su una struttura di simmetrie total black, l’incontro perfetto tra il calore della luce e la freddezza della geometria, tra la grazia morbida della straordinaria voce di Skin e la brutalità tagliente della sua musica. «Il mio wallpaper è rock. Ma non è soltanto rock», ci tiene a specificare la cantante. «Creare una visione che abbia la forza del rock non significa per forza rinunciare alla raffinatezza di un’immagine senza tempo». Perché sensibilità e forza, eleganza e durezza possono convivere. Anche in una voce… Lo dimostra Skin. Anche in un muro… Lo scoprirete davanti al suo Absolut Wallpaper.
WALLPAPER BY: ALESSANDRO GUERRIERO

Deborah Ann Dyer, per il mondo semplicemente Skin, è nata nel 1967 a Brixton, multietnico quartiere caraibico di Londra. Cresciuta tra il reggae e l’hip hop che uscivano dalle case dei suoi vicini, Skin mostra sin da ragazzina quella natura ribelle che caratterizzerà il suo intero percorso artistico, scegliendo come sua musica del cuore il rock più duro. Nascono proprio intorno alla sua controversa personalità gli Skunk Anansie, band simbolo della stagione d’oro dell’alternative rock inglese. Nel 1995, a un solo anno dalla nascita del gruppo, gli Skunk Anansie sono già un fenomeno musicale e di stile. Dopo 3 album (Paranoid & Sunburnt, Stoosh e Post Orgasmic Chill) e 4 milioni di copie vendute, Skin scioglie la sua storica band. Ma la donna-icona del brit-rock, con la sua caratteristica testa rasata e i suoi testi provocatori, non sparisce. Anzi… Ai 2 album solisti del 2003 e 2006, si affiancano innumerevoli e multiformi nuove iniziative. Con l’Italia Skin manterrà sempre un rapporto speciale, nutrito dai fan e da riconoscimenti e confermato oggi dal Wallpaper disegnato per il progetto Absolut Wall. Il 15 settembre 2009 Skin ha celebrato la reunion dei suoi Skunk Anansie facendo arrivare sugli scaffali dei negozi l’album-raccolta Smashes and Trashes.

ALESSANDRO GUERRIERO
SKIN - SKUNKANANSIE -

IL MODULO
WALLPAPER BY: ALESSANDRO GUERRIERO
Per il suo Absolut Wallpaper, Pagani ha reinterpretato il concetto delle sue carte firmate Wall&Decò mixando i pattern nati dal connubio tra tradizione decorativa e visione del designer, a una grande icona del nostro tempo: Keith Haring.
Nel progetto di Pagani il tema classico del broccato si trasforma in una texture di pixel che compongono il volto dell’artista che per primo ha sentito l’esigenza di trasformare i grigi della città in una tela da dipingere. La scelta di questo grande interprete dell’arte newyorkese anni ’80 – che ha sempre avuto un rapporto speciale con Milano (non si contano le sue sortite in città) – affonda le sue radici nella storia dei graffiti: l’espressione urbana che più di ogni altra ha ridefinito il rapporto tra arte e metropoli. Una volta Keith Haring disse: «L'arte è per tutti e questo è il fine a cui voglio lavorare». Chi meglio di lui poteva prestare il volto al secondo Wallpaper per un Absolut world?
WALLPAPER BY: ALESSANDRO GUERRIERO

Dopo gli studi in architettura a Milano, Giovanni Pagani ha capito che la sua strada era il design. Così, nel 1995, apre lo studio di progettazione Giò Pagani Arch. Group e lo fa in un paesino della provincia di Reggio Emilia: Ponte Enza di Gattatico. Da lì, Giò parte alla conquista del mondo.
Anzi, parlando del lavoro di questo poliedrico creativo made in Italy, è forse più giusto dire “conquista dei mondi”. Sì, perché il lavoro di Pagani si sviluppa con trasversale scioltezza nei settori più disparati: case private, uffici, hotel e ristoranti, ma anche i settori dell’abbigliamento e del fitness (solo per fare alcuni esempi). Come tutti i veri grandi del design, Pagani non riesce proprio a imporsi confini. Capita così, scorrendo la lista di quelli per cui ha lavorato negli anni, di leggere nomi come Mutina, Viabizzuno, Cappellini, Armani.
La collaborazione con Wall&Decò, azienda italiana specializzata in una vera e propria intepretazione sartoriale dei rivestimenti per pareti, è un’altra delle attività di Giò. Quella che ci ha spinto a invitarlo nell’Absolut world. Si tratta di un progetto nato nel 2004 che rivoluziona il concetto di carte da parati, trasformando una vecchia decorazione domestica in un’espressione di creatività esplosiva.

ALESSANDRO GUERRIERO
GIO PAGANI


IL MODULO
WALLPAPER BY: ALESSANDRO GUERRIERO
       Per il “suo” Absolut World ha disegnato un wallpaper che rende tutto più “bello”. Anzi, no…
Perché, come dice Alessandro: «il problema non è necessariamente legato alla parola “bello” quanto, piuttosto, al concetto di “comunicativo”. Secondo me una cosa è “decorativa” quando la sua immagine, anche se individualistica e fantastica, restituisce un sistema di informazioni legate all'intenzione di stabilire un rapporto particolare con l'interlocutore.
Mi pare che la decorazione renda il rapporto fra un oggetto e una persona più intimo».
space
WALLPAPER BY: ALESSANDRO GUERRIERO
Alessandro Guerriero is somebody who likes to change the rules. He’s been doing it for over 30 years. At least since when, in 1976, he estabilished Alchimia, the collective of designers who gave the Italian “post-avanguardia” a face and ideas. If there’s a scheme to blow up, a reality to bend or just a thought to give color to, Guerriero never withdraws.
He speaks with his own vocabulary. A vocabulary in which the adjective to go next to the word “Design” is “Romantic” (this is how he appoints the theory he approaches his work with).
Guerriero’s works are everywhere - from Tokyo’s Modern Art Museum, to NYC’s Metropolitan - but his caleidoscopic look has also laid on spaces less architecture or design-proof. Alessandro Guerriero has reinvented magazines (like when in ‘88 he edited OLLO - Magazine without a Message/Rivista senza Messaggio), concerts and theatres (with his set-designs for Matia Bazar and Magazzini Criminali), jailhouses (with the Cooperativa del Granserraglio, made of inmates on semicustody), schools (giving birth, in 1987, to the Domus Academy and eventually, in ‘95, to Ravenna’s Futurarium, a didactic laboratory where to learn the “fade of disciplines”). Winner of the “Compasso d’Oro” in 1982, Alessandro Guerriero is today teacher at Milan’s Politecnico and President of NABA, the New Academy Of Fine Arts in Milan.
ALESSANDRO GUERRIERO
ALESSANDRO GUERRIERO - AUTORITRATTO
ALCHIMIA, 1987